Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini e amministratore delegato di Selex Sistemi Integrati, non era a conoscenza del meccanismo di sovrafatturazioni messo in atto in ambito di appalti Enav per creare fondi neri. Lo ha detto Lorenzo Cola ai pm romani che indagano sulla vicenda. Cola, ex consulente esterno di Finmeccanica detenuto nell’ambito dell’inchiesta per l’affare Digint, è uno degli indagati per il caso Enav. Grossi è indagata per corruzione e violazione delle norme tributarie. Tra l’altro le si contesta di aver sovrafatturato dieci milioni di euro nel 2009.
Nel tornare a descrivere la galassia dei fondi neri creati attraverso il giro di appalti assegnati senza gara a Selex, Cola, nel corso dell’interrogatorio a Regina Coeli, durato circa quattro ore, ha sottolineato che era stato il predecessore di Grossi, Paolo Prudente, a sua volta indagato, ad essere coinvolto nel sistema di sovrafatturazioni dai quali attingevano sia alcuni esponenti dell’Enav, sia i manager delle società alle quali erano affidati i lavori.
Cola, nell’interrogatorio di ieri davanti al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ed al sostituto Paolo Ielo, non avrebbe fatto riferimento a politici come destinatari, a loro volta, di una fetta dei fondi neri. Insieme con il commercialista Marco Iannilli, Cola è uno degli indagati le cui dichiarazioni hanno permesso di squarciare la metodologia degli appalti Enav, senza gara pubblica, per i lavori di ristrutturazione e di adeguamento dei sistemi di sicurezza in alcuni aeroporti.
Tra l’altro in uno dei numerosi interrogatori ai quali è stato sottoposto da quando è finito dietro le sbarre per l’affare Digint, l’ex consulente di Finmeccanica ha sottolineato il ruolo, all’interno dell’Enav, esercitato da Lorenzo Borgogni, direttore delle relazioni esterne, a sua volta indagato per violazione delle norme tributarie.
