BRUXELLES – I giovani italiani sono sempre meno 'bamboccioni', anzi, l'Italia e' tra i Paesi da sempre piu' attivi in Europa per il programma Erasmus che, in 25 anni, ha concesso borse di mobilita' per studi o stage all'estero a circa 3 milioni di europei. E proprio i laureati Erasmus, secondo un recente studio tedesco, ''acquistano il 15% di facilita' negli spostamenti, nella vita professionale''.
E proprio gli obiettivi di Erasmus, sono al centro della strategia della Commissione europea per lottare contro la disoccupazione giovanile. Il presidente dell'Esecutivo Ue, Jose' Manuel Barroso, ne e' convinto: ''il programma ci aiuta a sormontare le carenze di qualifiche, grazie al sostegno che dà a un insegnamento di qualità elevata e a sistemi di istruzione superiore moderni, con strette correlazioni tra il mondo accademico e quello imprenditoriale''.
In questo modo poi, i giovani ''evitano di restare intrappolati nella dimensione geografica del lavoro, grazie a piu' fiducia e capacità di lavorare in altri Paesi''. Per il futuro, ha indicato la commissaria alla cultura e ai giovani, Androulla Vassiliou, abbiamo pronto il programma 'Erasmo per tutti' con l'obiettivo di offrire a 5 milioni di giovani, docenti e personale non docente, la possibilita' di studiare o svolgere attivita' didattica o di formazione all'estero''.
Alla celebrazione dei 25 anni del programma erano presenti 66 'ambasciatori Erasmus'. Per l'Italia, Maurizio Oliviero, ordinario all'Universita' di Perugia, che ha messo in guardia sul fatto ''che la selezione e la mobilita' Erasmus rischiano di diventare per pochi in quanto il contributo della borsa di studio e' insufficiente': circa 230 euro mensili (nel caso di uno stage e' invece piu' del doppio) che possono essere integrati in modo diverso da universita' e Regioni''. Per questo Oliviero e l'altra ambasciatrice italiana dello staff, Ann Katherine Isaacs, docente dell'Universita' di Pisa, chiedono ''una politica nazionale di sostegno alla mobilita' Erasmus''.
