ROMA – Erich Priebke era uno dei pochi criminali di guerra nazisti condannato con sentenza definitiva all’ergastolo che stava effettivamente scontando la pena: molti altri, invece, ritenuti responsabili di alcuni dei più gravi eccidi commessi dalle truppe tedesche in Italia durante la seconda guerra mondiale sono a piede libero, nonostante le condanne subite.
“Il processo a Erich Priebke – dice il procuratore militare di Roma, Marco De Paolis – ha consentito di riaprire dei casi giudiziari che erano stati dimenticati e, da questo punto di vista, è stato evento importante per la giustizia militare italiana e per tante famiglie che hanno potuto in qualche modo avere una seppur tardiva giustizia, con la condanna di circa 60 criminali di guerra”.
Ma a fronte di queste condanne, come a più riprese si è lamentato lo stesso De Paolis, non segue l’esecuzione della pena: secondo gli ultimi dati sono 15 gli ex criminali di guerra condannati in via definitiva e che non scontano la pena. Si tratta di otto ex SS, tutti condannati all’ergastolo per la strage di Sant’Anna di Stazzema, nella quale il 12 agosto 1944 furono trucidati 560 civili, tra cui 116 bambini, il più piccolo di soli 20 giorni. Ergastolani a piede libero anche un ex militare condannato per l’uccisione di 13 persone a Falzano di Cortona, e un altro condannato per la strage di Civitella d’Arezzo del 29 giugno 1944, costata la vita a 207 civili.
Definitiva la condanna all’ergastolo anche per un ex sottufficiale delle SS accusato della strage della Certosa di Farneta (Lucca), in cui persero la vita circa 50 persone e per il responsabile dell’impiccagione, per rappresaglia, di dieci persone a Branzolino e San Tomé, nel forlivese. Gli altri tre condannati all’ergastolo con sentenze irrevocabili sono tutti accusati degli omicidi compiuti nei territori dei comuni di Fivizzano e Fosdinovo, dove tra il 17 e il 27 agosto 1944, su ordine del maggiore Walter Reder, furono trucidate 346 persone, in maggioranza donne e bambini.
Per tutti e 15 i condannati c’è stato un rifiuto di estradizione da parte della magistratura tedesca, a fronte del quale i pm militari hanno inoltrato al ministero della giustizia italiano una richiesta di esecuzione della pena in Germania, il cui esito non si conosce.