ROMA, 19 SET – Il silenzio ''assordante'' della Chiesa sulla deriva morale del mondo politico italiano nasce da ''ragioni interne ed esterne al mondo ecclesiastico che hanno minato la credibilità del cristianesimo occidentale''. La dura analisi arriva da monsignor Vinicio Albanesi, uno dei cosiddetti ''preti di strada'', fondatore della comunita' di Capodarco, che accoglie disabili gravi e gravissimi e tossicodipendenti.
''Il grande scandalo della pedofilia – sostiene Albanesi – ha tolto valore alle parole soprattutto dei vescovi che non si sono impegnati nel fare chiarezza subito''. E, sempre tra le ragioni interne che hanno causato nella Chiesa la perdita di autorevolezza Albanesi annovera ''l'approfittare di alcuni benefici economici come l'Ici''.
''Entrambi i temi hanno tarpato le ali ad ogni senso critico, sia sul piano politico che su quello morale''. ''E' necessario inoltre ricordare – prosegue il sacerdote – che i vescovi, all'inizio del berlusconismo, hanno creduto alla sbandierata attenzione alla vita e alla famiglia, tanto che il giudizio della chiesa e' stato sempre piu' critico con il governo Prodi che con quello Berlusconi''. ''Il cristianesimo e' ormai inquinato – dichiara Albanesi – perche' ha mescolato principi evangelici e prassi di vita tolleranti e peccaminose, spostando in avanti i paletti delle verita' ecclesiastiche''.
''A questo punto – aggiunge Albanesi – la perdita di credibilita' delle gerarchie ecclesiastiche e' tanto grave e seria che si e' arrivati addirittura a denunciare il papa al tribunale dell'Aja, un passo impensabile solo qualche tempo fa''.
''La chiesa oggi e' percepita in maniera diversa se si tratta del basso clero o delle gerarchie piu' alte, cio' vuol dire – conclude il sacerdote – che per uscire fuori da tutto cio' e' necessario un grosso bagno di umilta', un ripensamento serio che parta dalla presa di coscienza della crisi interna''.
