NAPOLI, 20 SET – Era ''evidente'' che l'avvocato Quaranta, difensore di Gianpaolo Tarantini, voleva ''evitare la discovery degli atti'' relativi all'inchiesta sulle escort. E' quanto afferma il pm di Bari Eugenia Pontassuglia interrogata in qualita' di testimone nei giorni scorsi dai pm di Napoli e di Lecce.
''Mi risulta – spiega il magistrato – per averlo appreso dal dott. Angelillis che tra la fine di giugno e gli inizi di agosto di quest'anno, l'avv. Quaranta, incontratolo nel corridoio, gli aveva prospettato la possibilita', in relazione al filone escort, di un patteggiamento da avanzare nell'interesse di Tarantini, specificando che sarebbero stati disponibili a patteggiare ma solo a condizione che fosse fatto prima della formulazione da parte nostra dell'avviso di conclusione delle indagini. Era evidente che scopo del difensore era quello di evitare la discovery degli atti non essendosi evidentemente accorto, come riferii al collega che mi aveva riferito della proposta dell'avvocato, che essendovi vari coindagati di Tarantini era comunque inevitabile la discovery, a meno di ipotizzare una richiesta di patteggiamento di tutti gli indagati''.
