TRIESTE – Occorrera’ attendere che i vigili del fuoco e il Dipartimento prevenzione in ambienti di lavoro completino le rispettive indagini per conoscere con esattezza le cause che ieri hanno provocato l’esplosione di bombole alcune delle quali caricate a cloro nell’esclusivo centro benessere Avalon, in una suggestiva zona sul Carso, sopra Trieste. E forse, occorrera’ anche una terza, specifica perizia.
Tutto materiale che sara’ depositato in procura dove il pm titolare dell’inchiesta, Matteo Tripani, sta coordinando le indagini. Nessuno risulta ancora indagato e, secondo quanto si e’ appreso, non sarebbe ancora stato aperto alcun fascicolo, proprio nell’ attesa che le relazioni arrivino sul tavolo del magistrato. Alcuni elementi di indagine sono gia’ noti, come la possibile miscelazione di sostanze che a contatto l’una con l’altra possono esplodere.
I carabinieri e i vigili del fuoco hanno gia’ depositato una rapporto con notizia di reato (contro ignoti) e una relazione ma questo, evidentemente, non e’ stato considerato sufficiente per il pm. I carabinieri, intanto, continuano la tornata di escussione di testi, addetti e responsabili di settori del centro – come il manutentore dell’ impianto di disinfezione dell’acqua della piscina – nonche’ il titolare del complesso. Lo hanno fatto per tutta la notte e oggi; continueranno anche domani.
Sul fronte sanitario, Sonia Pugnetti, la triestina di 37 anni in condizioni di salute piu’ gravi, e’ ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Cattinara. Non e’ in pericolo di vita ma le sue condizioni permangono gravi, nonostante l’intervento chirurgico al quale e’ stata sottoposta ieri sera appena dopo l’incidente. La donna, bagnina-istruttrice in servizio in piscina, probabilmente non e’ stata colpita dalla porta casualmente ma potrebbe essersi avvicinata alla porta proprio perché aveva avvertito uno strano odore.
A quel punto c’é stata l’esplosione e la donna è stata investita dalla porta che l’ha ferita alle gambe. Fortuna nella cattiva sorte: nell’ambiente inavvicinabile perche’ saturo di cloro, un carabiniere cliente del centro, l’ appuntato Daniele Azzan, e un addetto del wellness center, Daniele Samar, solo al terzo tentativo sono riusciti a sollevarla a braccia ed a portarla all’ esterno, salvandola. Quasi tutti dimessi, invece, gli altri dieci intossicati dal cloro ricoverati in ospedale.
