Eternit. Attilia Cardelli: "Prescrizione? Non ci arrenderemo"

NAPOLI – Quando ha saputo che per lo stabilimento Eternit di Bagnoli e' sopravvenuta la prescrizione, cosi' come accertato dal tribunale di Torino, ha provato rabbia, tanta rabbia. Attilia Cardelli, 73 anni, nello stabilimento napoletano ha lavorato dal 1955 al 1983.

Era stata assunta a 16 anni perche' orfana di guerra. Nel 1978 si e' ammalata di asbestosi – una delle patologie causate dall'amianto killer – ma ha continuato a lavorare per cinque anni fino a quando e' stata messa dapprima in cassa integrazione. Qualche anno dopo e' arrivata la pensione.

''Prescrizione? E che significa questa parola? Io so solo che le vite di noi di Bagnoli e le vite degli operai di Casale valgono allo stesso modo. Siano anche noi dei poveri cristiani'', dice la signora Attilia. ''Non e' una questione di risarcimenti. Vorrei solo che si facesse giustizia. Dico giustizia'', prosegue.

La signora Attillia era addetta al reparto dove si realizzavano canne fumarie e collettori fognari. ''Si lavorava solo con i guanti per evitare di ferirci alla mani – aggiunge – ma la polvere era dappertutto. E si alzava anche solo se si camminava nel reparto. Negli ultimi anni abbiamo utilizzato le mascherine''.

Quando si e' ammalata ha continuato a lavorare: ''Non avevo i requisiti per essere dichiarata inabile al lavoro''.E da oltre 34 anni convive con una malattia professionale; una delle malattie che hanno portato alla tomba tanti suoi colleghi.

''Ogni tanto so di qualcuno che ci ha lasciati, nello stabilimento eravamo oltre 1200. E proprio per questo noi abbiamo il dovere di non arrenderci'', conclude la signora Attilia. ''Come fare? Questo lo dovranno stabilire gli avvocati. Ma contro l'amianto killer non c'e' alcuna prescrizione che tenga''.

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