TORINO – ''Questa e' una giornata importante per gli italiani e per tutti noi europei, ma questa sentenza, comunque buona, deve servire a dire basta, perche' i processi non ridanno la vita, per bloccare le morti d'amianto ci vuole prevenzione'': lo ha detto Francois Iselin, architetto svizzero consulente di Caova, il Comitato di aiuto e di orientamento delle vittime dell' amianto, con sede a Losanna, in Svizzera.
Iselin sta ascoltando la sentenza insieme ad altri 250 stranieri, quasi tutti francesi, svizzeri, belgi, in un'aula del Palazzo di giustizia di Torino attigua all'aula principale.
Tra loro ci sono familiari delle vittime dell'amianto, associazioni e anche minatori della Lorena come Claude Keff, del sindacato francese CFDT, giunto a Torino questa mattina con 33 colleghi.
''E' importante portare la solidarieta' agli italiani in questa giornata – ha detto Keff – perche' questo e' un problema che non ha confini e da noi in Francia questo processo non puo' non insegnare molto''.
''La cosa che suona oggi ancora piu' folle – aggiunge Iselin – e' che in Svizzera continuano ad arrivare grossi quantitativi di amianto. Dalla Russia, ma non solo. Nonostante i divieti''.
