Eternit, sindaco Casale Monferrato: "Dal ministero ancora niente soldi"

CASALE MONFERRATO (ALESSANDRIA)- Il Comune di Casale Monferrato, riconosciuta parte lesa nel processo Eternit per i migliaia di morti d'amianto che proseguono ancora oggi, non ha ancora ricevuto un euro dai Ministeri. Ad affermarlo il sindaco, Giorgio Demezzi. Il sindaco ha anche annunciato che il Comune di Casale sta valutando se inoltrare appello per ottenere in risarcimento tutta la cifra richiesta, pari a 30 milioni

''Il nostro Comune – ha osservato il sindaco, a commento della motivazione della sentenza depositata lunedi' scorso – e' praticamente l'unico Ente a cui e' stata riconosciuta la quasi totalita' della cifra: 25 milioni di euro sui circa 30 milioni di euro richiesti. Ora, pero', si dovra' agire, in accordo con gli altri Enti, per far rispettare la sentenza per il recupero dei soldi: un'azione fondamentale, dal momento che ad oggi al Comune di Casale Monferrato, nonostante le promesse, non ne sono ancora arrivati dai Ministeri''.

''Per raggiungere il nostro obiettivo, di una bonifica totale dall'amianto della citta' e del suo territorio e di una ricerca che possa portare a sconfiggere il male tremendo del mesotelioma – ha rilevato Demezzi – c'e' bisogno di risorse economiche che oggi non abbiamo.

''Nonostante la quasi concordanza tra la cifra richiesta e quella prevista come provvisionale, il Comune – ha annunciato il sindaco – attraverso i propri legali, sta gia' lavorando per proporre appello della parte civile per cercare il riconoscimento degli oltre 30 milioni di euro richiesti in fase del primo dibattimento. Un atto che credo dovuto – ha proseguito il sindaco Demezzi – soprattutto alla luce delle motivazioni della sentenza, che evidenziano come le testimonianze rilasciate dal sottoscritto, dal dirigente della Regione Piemonte Rigatelli e dal dirigente del nostro Settore Ambiente, Piercarla Coggiola, siano state considerate attendibili e supportate da un'ottima e dettagliata documentazione''.

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