Fabio Meier, Valerio Camici: gli hacker dei ministeri arrestati

Fabio Meier, Valerio Camici: gli hacker dei ministeri arrestati

ROMA – Uno si chiama Fabio Meier, ha 27 anni, e sul suo profilo Facebook si definiva “digital champion”ma per chi lo conosceva era soprattutto “Otherwise”. L’altro si chiama Valerio Camici, di anni ne ha 31, e tra quelli del suo ambiente era noto come Aken. Sono i due hacker “di livello internazionale” arrestati il 20 maggio dalla polizia. Meier e Camici avevano una specializzazione: i ministeri. Entravano nelle reti protette, scaricavano dati, ottenevano informazioni riservate cui non avrebbero dovuto avere accesso.

Ora i due hacker di Anonymous rischiano dieci anni di carcere. Pesanti le accuse che gli vengono contestate: una su tutte, la associazione per delinquere. Per non parlare del capitolo risarcimenti.

Meier, ex studente, viveva con i genitori in una villetta vicino Sondrio. Sbarcava il lunario con un lavoro da precario come corriere di una multinazionale pur definendosi un esperto di sicurezza informatica.  Insieme a Camici, racconta sulla Stampa Massimo Numa, ha violato in poco tempo numerosi obiettivi istituzionali:

Sono riusciti, nel volgere di pochi mesi, a violare siti istituzionali ma anche mail di singoli cittadini, inseriti nella black list dei movimenti antagonisti. Otherwise è un paladino dell’area No Tav e ha attaccato, più volte i siti della Tav Torino-Lione; della presidenza del Consiglio; dei ministeri dell’Interno, Giustizia, Salute, Sviluppo economico. Poi quello della procura della Repubblica e del Tribunale di Torino (campagna pro No Tav in carcere); della polizia di Stato, dei carabinieri. Quindi nel mirino le Regioni Piemonte, Veneto e Calabria. Seguono i tango down di Equitalia, dei sindacati di polizia e della penitenziaria. Eni ed Enel. Infine il ministero della Difesa e l’Expo. Non si tratta solo di avere bloccato, con diverse tecniche, i siti web. Otherwise e Aken, le due star dei canali Irc, base delle incursioni, avrebbero rubato migliaia di mail, anche di natura privata, foto e video di un numero impressionate di persone.
«Meier era ossessionato dalla segretezza, viveva come in una seconda vita», spiegano gli inquirenti che lo ritengono, comunque, un informatico di grande valore.

Published by
Emiliano Condò