MODENA – Il siero residuo della produzione del parmigiano reggiano verrà sempre più utilizzato nell’industria farmaceutica. E’ uno degli obiettivi di un progetto che in Emilia, nell’area di produzione del formaggio, dopo due anni di rodaggio, permette già di riciclare circa 7.000 quintali di siero al giorno. I dati del progetto sono stati illustrati in un convegno a Novi (Modena), organizzato dalla Provincia e dal Comune della cittadina.
Nell’industria farmaceutica e cosmetica il siero viene impiegato come substrato in diversi preparati, per pelle o capelli ma anche come antirughe. Viene inoltre usato come integratore alimentare in alimenti per bambini o per sportivi. Il progetto al centro del convegno è partito nel 2008, su iniziativa del gruppo Granterre. La lavorazione del siero viene realizzata grazie agli investimenti delle imprese per 9 milioni, con un finanziamento di circa tre della Regione Emilia-Romagna.
Sono 70 i caseifici e le aziende agricole dell’area del parmigiano reggiano interessati. Grazie alla concentrazione del siero per ridurre i costi di trasporto, l’ostacolo maggiore al riutilizzo, si riesce ora a riciclare quotidianamente i circa 7.000 quintali di siero. La prospettiva a cui si sta lavorando è proprio quella di aumentare ulteriormente la quota destinata all’industria farmaceutica. Circa l’85% del latte utilizzato per produrre parmigiano reggiano dopo la lavorazione del formaggio rappresenta un residuo. Il progetto mira a trasformarla in risorsa economica.
