In farmacia si accolgono i bimbi abbandonati, a Roma arriva la “ruota degli esposti”

La ruota degli esposti arriva anche in farmacia. L’insegna luminosa di una croce verde, una culletta termica, il gesto disperato di una mamma costretta dalla vita ad abbandonare il suo bambino. L’esperimento partirà al Prenestino, quartiere popolare e popoloso dove negli ultimi anni si è concentrato un grande numero di immigrati.

Verrà inaugurata probabilmente dopo l’estate e sarà il primo caso di iniziativa comunale in Italia. Perché finora la “Ruota degli Innocenti” – marchingegno compassionevole inventato dai religiosi un paio di secoli dopo il Mille per risparmiare alle madri la vergogna di sbarazzarsi del “figlio del peccato” e consentire al piccolo di trovare braccia pronte ad accudirlo – è stata installata solo in alcuni ospedali.

Pioniere nella capitale è stato il policlinico Casilino. L’ha inaugurata tre anni fa, “ma in tutto questo tempo c’è stato solo un caso – racconta Adolfo Paganelli, che nell’ospedale Casilino è direttore del pronto soccorso”. Non si tratta di una vera e propria ruota, come quella che si apriva all’ingresso di alcuni conventi, è più semplicemente una culla termica.

Quell’unico caso si chiama Stefano: sei chili e una sfilza lunghissima di richieste d’adozione. Quando è stato abbandonato dalla madre aveva tre mesi e mezzo. Non un bimbo appena nato, quindi. “La mamma forse, all’inizio, ha pensato che poteva farcela, ma alla fine ha capitolato”, racconta Paganelli. Così, quando è calata la notte, è entrata nella stanza dell’incubatrice e lì ha lasciato il piccino pulito e infagottato in una coperta.

“La nostra struttura comunque per numeri di bambini abbandonati dopo il parto – spiega Paganelli – ha quasi un primato. Anche 15 all’anno. Nella maggior parte dei casi si tratta di donne straniere che portano avanti la gravidanza, ma poi non hanno soldi né aiuti né una struttura familiare alle spalle. Così, garantite dall’anonimato, decidono di sbarazzarsene”. Abbandoni che a Roma, ogni anno, in varie strutture ospedaliere sono intorno ai 400. Una cinquantina sono invece i piccoli lasciati, come si faceva un tempo, in chiesa, in istituti religiosi o più barbaramente, in tempi moderni, in strada.

Ora, sempre a Roma, oltre al policlinico Casilino, stanno arrivando altre strutture adatte ad accogliere i figli che le madri non possono mantenere. Nella farmacia sulla via Prenestina, fuori dal Grande raccordo anulare, si sta già lavorando alla realizzazione della “ruota”. Sarà collocata in un locale attiguo, “Dove a breve cominceranno i lavori”, racconta uno dei farmacisti che come i colleghi fa turni per consentire il servizio per 24 ore. Sarà una stanza dove chi entra non verrà visto da nessuno. Scatterà un allarme appena la culla, una sorta di incubatrice, avrà un ospite. A quel punto, il farmacista avviserà il pronto soccorso più vicino e il bimbo verrà trasportato nel reparto di neonatologia.

Le 42 farmacie comunali romane temono la chiusura per via dei tagli economici. Forse con questa iniziativa vogliono dimostrare ancora di più la loro utilità alla cittadinanza. Il progetto è quello di installare la ruota “salvabimbi” in altre cinque strutture farmaceutiche del Comune. Oggi in Campidoglio ci sarà la presentazione ufficiale del progetto.

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