Fasano. Tenta di evirare il marito che dorme: gelosia il presunto movente

Fasano. Tenta di evirare il marito che dorme: gelosia il presunto movente

BRINDISI – Una moglie gelosa ha cercato di evirare il marito che stava dormendo. Un caso che ricorda quello di Lorena Bobbit, ma che è accaduto a Fasano, scrive il Quotidiano di Puglia.

Probabilmente stanca di continui tradimenti, scrive il quotidiano, la donna avrebbe preso un coltello o delle forbici ed tentato di tagliargli i genitali mentre dormiva, proprio nel letto coniugale.

L’uomo, colpito anche al ventre, è però riuscito a fuggire ed è stato ricoverato all’ospedale Umberto I di Brindisi, dove dopo un intervento hanno prospettato alcuni mesi per la guarigione.

Il Quotidiano di Puglia scrive:

“Secondo il racconto dell’uomo, la moglie lo ha ferito gravemente in piena notte, nel sonno. Il 40enne, immediatamente svegliatosi per i forti dolori, ha provato a reagire e a scappare ma per i dolori lancinanti è svenuto a terra. Non è tutto. La donna è scappata di casa, la vittima, invece, dopo aver ripreso conoscenza ha avuto la forza di rialzarsi e di salire in macchina per recarsi in ospedale. Al pronto soccorso, dopo alcuni tentennamenti per l’imbarazzo, il 40enne ha ammesso l’aggressione subita”.

L’uomo ha poi dichiarato ai dottori:

«Ho sentito un dolore lancinante nella zona bassa, un forte bruciore – ha dichiarato l’uomo ai dottori –. Gli occhi di mia moglie erano infuocati, pieni di rabbia, ma non ho capito il motivo di tutta questa cattiveria. Sembrava seriamente intenzionata nel volermi farmi male, arrivando a tanto, ma la cosa che più mi fa stare male è il motivo per cui lo ha fatto. Io lo ignoro».

La gelosia, scrive il Quotidiano di Puglia, sarebbe il movente della vicenda:

Sembra chiaro che alla base del gesto ci sia la gelosia. Probabilmente la donna ha agito così perché venuta a conoscenza di un tradimento ad opera del coniuge. Così si è sentita minacciata e ha voluto mettere in atto la cosiddetta “legge del taglione”, privando il suo uomo della propria virilità. Un atto estremo ovviamente, da condannare. Sta di fatto che il 40enne ha dovuto fare ricorso alle cure mediche per evitare conseguenze peggiori.

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