Febbre del Nilo in Sardegna: confermato focolaio ad Oristano

ROMA, 5 OTT – I campioni biologici arrivati dalla Sardegna all'Istituto superiore di sanita' per i test di conferma su alcuni casi nell'uomo di infezione con il virus della febbre del Nilo hanno dato esito positivo.

La conferma e' arrivata dal direttore del dipartimento di malattie infettive dell'Iss, Gianni Rezza, secondo il quale dunque ''esiste un focolaio limitato di infezioni che risalgono agli ultimi 10 giorni nell'area vicino ad Oristano''.

I test molecolari effettuati a tempo di record hanno anche messo in risalto che il ceppo del virus che causa la febbre del Nilo e' lo stesso di quello che circola in Italia dal 2008 e che ha causato analoghi focolai in Emilia Romagna e in Veneto.

''Le persone colpite – ha spiegato Rezza – in genere sono persone anziane e raramente si evidenziano casi gravi, anche se possono capitare forme di meningoencefaliti''.

Il focolaio circoscritto a Oristano conferma che il virus sia presente in modo 'stabilizzato' in Italia da almeno 4 anni. Nel 2009-10 il virus si e' concentrato soprattutto nelle zone del Veneto e Friuli e quest'anno si sono registrati 6 casi in Veneto, 1 nella Marche ed ora questi altri casi nell'oristanese''.

Il virus della febbre del Nilo, o west nile, precisa Rezza, ''e' presente in due diversi ceppi e circola anche in Europa''. In Italia, il virus ha dato luogo ad almeno due decessi ed ha determinato negli anni ''casi sporadici, ma che tendono ad aggregarsi in alcune zone.

Non si puo' comunque parlare di 'epidemie' – precisa l'esperto – bensi' di focolai''. Dato che la trasmissione e' legata alle zanzare di tipo culex, rileva inoltre Rezza, ''di solito il periodo di insorgenza dei casi e' tra agosto e settembre, quando le zanzare sono attive, ma con l'arrivo del freddo autunnale i casi diminuiscono''.

L'invito di Rezza e' comunque a non creare allarmismi: ''Non c'e' una situazione di allarme – afferma – ma nelle aree che risultano colpite va ovviamente fatto un attento monitoraggio e disinfestazione del territorio. Inoltre, gia' in presenza di casi solo sospetti – aggiunge – vengono automaticamente prese misure preventive quali il blocco delle trasfusioni di sangue''.

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