ROMA, 26 GIU – ''Le famiglie italiane hanno cominciato a fare i conti con gli impatti delle ultime manovre: 5 aumenti delle accise sui carburanti, l'incremento di un punto dell'aliquota Iva dal 20% al 21% a partire da settembre 2011, il pensiero della prima rata dell'Imu hanno inciso pesantemente sui portafogli e sui comportamenti delle persone, portando ad una drastica riduzione dei consumi, come testimonia il calo delle vendite del -1,6% dall'inizio dell'anno''.
E' il commento del presidente di Federdistribuzione Giovanni Cobolli Gigli sui dati di aprile sulle vendite al dettaglio diffusi oggi dall'Istat che – dice – ''segnalano un calo senza precedenti''. La diminuzione ha coinvolto sia i prodotti alimentari (-6,1%) che quelli non alimentari (-7,1%) e tutte le formule distributive: la grande distribuzione e' scesa del -4,3% e il dettaglio tradizionale del -8,6%. Nei primi quattro mesi dell'anno le vendite si sono contratte del -1,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nel 2012 le maggiori spese derivanti dalle accise sui carburanti e all'aumento dell'Iva nel 2011 saranno pari a 617 euro per famiglia, calcola Federdistribuzione, pari a entrate per 15,5 miliardi di euro, un ammontare che garantisce ben il 32% dei quasi 49 miliardi di risanamento del deficit previsto dalle manovre fino ad oggi varate per quest'anno (fonte: Centro Studi Sintesi)''.
''Con queste condizioni economiche e con le preoccupazioni che le famiglie hanno sara' difficile aspettarsi un'inversione di tendenza nella dinamica dei consumi nel breve e medio periodo. Occorre quindi fare di tutto – prosegue Cobolli – per evitare prossimi provvedimenti che possano aggravare la situazione, in primo luogo il previsto aumento dell'Iva ad ottobre, per poi avviare la crescita attraverso la ripresa della domanda interna, unico elemento in grado di dare stabilita' allo sviluppo''.