MILANO, 25 LUG – Le bambine sono brave in matematica solo se ne e' convinta la mamma. Se questa pensa che i maschietti abbiano piu' dimestichezza con i numeri, la figlia otterra' punteggi inferiori anche del 15% rispetto alle coetanee le cui madri rigettano lo stereotipo. Lo dimostra uno studio coordinato dall'universita' di Bologna e in corso di stampa sulla rivista Developmental Psychology dell'Associazione degli psicologi americani.
L'esperimento, cui hanno collaborato anche le universita' di Padova e Chieti-Pescara, e' stato condotto su 124 bambine tra 5 e 7 anni. Prima di sottoporle ad un test di matematica appositamente pensato per questa fascia di eta', e' stata raccontata loro una storia: ad un primo gruppo di bimbe e' stata narrata una storia con una protagonista femminile fortemente stereotipata, ad un secondo gruppo invece ne e' stata raccontata una incentrata su un argomento neutro. Le bambine sono state quindi invitate a fare un disegno relativo al racconto appena ascoltato. Parallelamente ai genitori e' stato chiesto di compilare un questionario nel quale si chiedeva se, a loro parere, ''i maschi di solito sono più portati delle femmine in matematica'' e se ''le femmine di solito sono piu' brave nelle materie artistiche e linguistiche che in matematica''. Nonostante in media i genitori tendessero a rigettare gli stereotipi, circa un terzo ha ammesso di riconoscervisi.
Analizzando l'esito del test di matematica, i ricercatori si sono accorti che il rendimento delle bimbe si abbassava tanto piu' erano forti gli stereotipi di genere delle madri, fino ad arrivare a uno scarto del 15% rispetto ai punteggi ottenuti dalle coetanee. Inoltre hanno visto che questo effetto e' riscontrabile solo nelle bimbe che prima del test hanno disegnato la figura femminile: quando nei pensieri delle piccole si richiama la loro identita' di appartenenza, spiegano i ricercatori, si riattivano tutte le idee e gli stereotipi ad essa collegati.
