FERRARA, 12 OTT – Il Vaticano ha tolto le ''insegne e il titolo'' di monsignore a don Fernando Mariotti, del clero dell'arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, sul quale, e' scritto oggi sull'Osservatore Romano, ''giungono segnalazioni relative'' all'abuso di ''titoli ecclesiastici''. Don Mariotti, ''vanta presunti legami con la Santa Sede, facendo anche credere di avere dignità episcopale. Si rende noto che, in data 8 aprile 2010, è stato revocato al suddetto sacerdote il titolo di 'cappellano di Sua Santità', con conseguente cancellazione del nominativo dall'Annuario Pontificio e interdizione dall'uso delle relative insegne e del titolo di 'monsignore'''.
''Si precisa, inoltre – e' detto nella notificazione pubblicata sul quotidiano vaticano – che risulta del tutto abusivo ed illegittimo insinuare qualsiasi collegamento tra le Istituzioni della Santa Sede e le attività riconducibili a don Fernando Mariotti''.
Don Mariotti, 77 anni, e' un personaggio molto noto a Ferrara, ma anche molto discusso. Cremonese di nascita, e' arrivato a Ferrara da seminarista: quando era un giovane prete, e' riuscito ad intessere una serie di relazioni e di rapporti con il Vaticano che lo hanno portato ad avere una serie di cariche e di riconoscimenti: fra quelle vere o millantate ci sono la carica di senatore del Parlamento mondiale per la sicurezza e per la pace, archimandrita della Chiesa Melchita d'Oriente con base in Libano, ambasciatore della Santa Sede a Mogadiscio, presidente dell'Accademia Tiberina.
Nel corso della sua carriera ha avuto anche guai con la giustizia: e' stato accusato di detenzione illecita di armi (aveva in casa pistole e fucili), ma e' stato assolto, nel giugno scorso, perche' non imputabile, viste anche le sue recenti peggiorate condizioni di salute.
E' stato coinvolto anche nel crac della Parmalat: Mariotti, tra le sue innumerevoli attivita' ha avuto anche rapporti con la famiglia Tanzi e in particolare con Parmatour, l'azienda che si occupava di turismo. Questa sua iperattivita' nel mondo degli affari (che ha coinvolto l'arte, l'acquisto di immobili, attivita' educative in Africa) ha, qualche anno fa, allarmato la Curia di Ferrara che si e' attivata per togliergli l'incarico di rettore della Chiesa cittadina di San Domenico, dove, tra l'altro, ha lasciato un debito di 500 mila euro per rifare vetrate ed altri lavori mai pagati ad alcune imprese locali.
Nonostante tutto ha un seguito non trascurabile di fedeli: a Ferrara c'e' chi lo considera un benefattore e chi lo apprezza, in particolare, per la sua capacita' oratoria. Negli ultimi tempi, tuttavia, il suo stato di salute lo ha costretto ad una vita piu' ritirata.