Ferrovie, Moretti attacca i taxi: “Latitanti e costosi”. La replica: “Pensi ai suoi treni lenti e sporchi”

“Ho atteso 45 minuti per un taxi alla stazione Termini”. Non è una lamentela nuova, ciò che colpisce in questo caso è l’autore dello sfogo, vale a dire l’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, che ha scatenato la reazione dei tassisti (“pensi ai treni sporchi e lenti”). Per i consumatori invece è una guerra fra poveri: funzionano male i treni, funzionano male i taxi.

“Ho atteso quarantacinque minuti per prendere un taxi. Non solo: ho poi pagato la corsa il doppio di un viaggio in treno”, ha detto Moretti. I suoi collaboratori spiegano che Moretti non usa quasi mai l’auto di servizio, ma preferisce spostarsi con i mezzi pubblici. L’episodio a cui fa riferimento non è avvenuto nei giorni precedenti.

“Così, dopo un viaggio in treno, tranquillo e puntuale, da Rimini a Roma – ha raccontato Mauro Moretti – alla stazione ho provato a prendere un taxi, come tante altre persone. Bene, sono stato costretto a un’attesa di 45 minuti. Ed ho speso il doppio di un biglietto ferroviario. Bene, quello dei taxi è un altro di quei problemi che in Italia andrebbe affrontato”.

Immediate le reazioni. Il primo a parlare è stato Loreno Bittarelli, presidente nazionale di Uri taxi: “Su che treni viaggia Moretti solo lui lo sa. Certamente non in treni sporchi e freddi su cui, ogni giorno, viaggiano in piedi e ammassati i pendolari per andare a lavoro. Comico poi il fatto che con l’appannaggio stratosferico di cui gode, si lamenti di aver pagato troppo per la corsa di un taxi che il lavoratore tassista ha percepito in base al tassametro, che tra l’altro a Roma segna una tariffa vecchia di 4 anni. I problemi seri del nostro Paese non sono il costo dei taxi, ma quello degli emolumenti milionari di certi manager pari a quanto un lavoratore e, per quanto ci riguarda, un tassista, non riesce a guadagnare neanche in sette vite”.

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Alessandro Avico