Festino con trans, coca e “comizio”: assolto a Roma Zaccai, ex consigliere Pdl

Pier Paolo Zaccai

ROMA – In quella notte movimentata nel quartiere Appio a Roma con trans, coca e “comizio” finale, se c’è una cosa che l’ex consigliere provinciale del Pdl Pier Paolo Zaccai non ha fatto è aver “ceduto della cocaina”: per questo il quarantaquattrenne politico è stato assolto ”per non aver commesso il fatto”. Lo ha deciso il giudice monocratico del tribunale di Roma accogliendo la richiesta formulata dalla Procura. La vicenda risale al 1° luglio del 2010.

L’allora consigliere del Pdl, difeso nel processo dall’avvocato Luciano Infelisi, secondo quanto ricostruito da alcuni testimoni, improvvisò in evidente stato confusionale un comizio affacciandosi da un balcone di uno stabile di via Manlio Torquato 56, nel quartiere Appio. “Io sono il consigliere Pier Paolo Zaccai, sono vittima di un complotto, mi vogliono incastrare come Marrazzo ma io, piuttosto, mi uccido, mi butto di sotto”, avrebbe urlato, richiamando l’attenzione dei residenti che telefonarono alla polizia. Nel frattempo i transessuali che erano in compagnia di Zaccai erano fuggiti dall’appartamento.

Zaccai venne ricoverato al Grassi di Ostia ”in condizione di emergenza” per i postumi da assunzione di sostanze stupefacenti. Residui di polvere bianca in bustine di cellophane fu trovata nella casa di via Manlio Torquato. Zaccai dichiarò subito che stava facendo un’indagine sul mondo dei trans e che questi ultimi volevano incastrarlo come avevano fatto con Marrazzo.

Nel corso di questi anni il consigliere provinciale si è sempre dichiarato innocente ed estraneo all’accusa di cessione di sostanze stupefacenti. A marzo del 2012 intervennero i carabinieri dopo una lite fra Zaccai e la madre. Si parlò di tentato suicidio, ma Zaccai smentì anche questo.

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