TORINO – E' iniziata l'udienza, nella maxi Aula 1 del tribunale di Torino, sul ricorso della Fiom contro la newco di Pomigliano. All'inizio c'e' stata una sospensiva per un tentativo di conciliazione che il giudice Vincenzo Ciocchetti ha definito difficile.
In Aula per la Fiom ci sono il segretario generale Maurizio Landini e il responsabile Giorgio Airaudo. Sono presenti anche gli esponenti delle altre organizzazioni sindacali con i loro avvocati: Bruno Vitali della Fim, Eros Panicali della Uil, Roberto di Maulo segretario generale della Fismic e Antonio D'Anolfo della Ugl Metalmeccanici. Ad eccezione della Fismic, che si e' costituita in giudizio, gli altri sindacati intendono spiegare le ragioni dell'accordo di Pomigliano, ''sottoscritto al fine di mantenere i posti di lavoro''.
I legali della Fiat presenteranno delle eccezioni preliminari, la principale sulle competenze territoriali, con la richiesta che ad occuparsi della causa sia il tribunale di Nola. ''Riteniamo di avere ottimi ragioni – spiega l'avvocato Raffaele De Luca Tamajo, che guida il pool dei legali del Lingotto – perche' e' un'iniziativa imprenditoriale inedita, con l'adozione di un modello produttivo in linea con i modelli piu' affermati a livello mondiale e l'unico in grado di restituire competitivita' allo stabilimento di Pomigliano''.