NAPOLI – La crisi della Fincantieri e', per
certi versi, ''peggiore di quella di Pomigliano''. Lo ha detto
il leader dell'Ugl, Giovanni Centrella, parlando a Napoli con i
giornalisti a margine del Giubileo per il Lavoro promosso dalla
Chiesa di Napoli al quale stanno prendendo parte tutti i leader
sindacali.
Centrella ha detto, inoltre, che ''si sapeva da due anni che
il cantiere di Castellammare di Stabia avrebbe chiuso, perche'
era necessario l'adeguamento del bacino''. Per il leader
dell'Ugl e' necessario che ''chi ha le responsabilita' se le
prenda anche perche' la chiusura del cantiere potrebbe avere
gravi ripercussioni sociali''.
Secondo Centrella, ''e' necessario creare il bacino e gia'
questo non garantira' la sopravvivenza di Castellammare''. Per
''rifare un bacino, sono necessari dai quattro ai cinque anni, e
dunque, la realizzazione della struttura a Castellammare non
garantisce il salvataggio del cantiere''. Tuttavia, il nuovo
bacino, e' considerato dal sindacalista uno strumento capace di
non dare ''piu' alibi a Fincantieri per andare via da
Castellammare''.
