Inchiesta Grandi Eventi, “Le mogli inserite nella cricca”: negati domiciliari a Balducci e De Santis

Angelo Balducci e Fabio De Santis rimangono in carcere. I giudici di Firenze, titolari di una parte dell’inchiesta sui Grandi Eventi, ritengono pericoloso il contatto con i familiari, soprattutto le mogli, ritenute inserite nel “sistema della cricca”. “Uno stile di vita antigiuridico” esteso anche ai familiari, in particolare le mogli, “un atteggiamento di totale chiusura alle ipotesi accusatorie degli indagati”, e “i legami profondi con soggetti di livello istituzionale molto elevato”: sono gli elementi che “convincono del fatto che un sistema così oliato e potente non possa ritenersi scardinato a seguito della detenzione carceraria”.

Anche così, in vari passaggi, il tribunale del riesame di Firenze motiva nell’ordinanza depositata stamani, la decisione di confermare il carcere per Angelo Balducci e Fabio De Santis. I loro legali avevano fatto ricorso contro il provvedimento del gip Rosario Lupo che aveva confermato per loro l’arresto in carcere.

Per il Riesame c’é “la sussistenza piena ed attuale delle esigenze cautelari correlate sia al pericolo d’inquinamento probatorio, in relazione alle notevoli possibilità d’intervento su persone che devono essere ancora sentire per corroborare le tesi accusatorie o per riscontrare tesi difensive, sia al concreto pericolo di reiterazione del reato”.

Non sono ritenuti idonei neppure gli arresti domiciliari a causa, spiega il Riesame, “della mancata percezione di antigiuridicità della condotta da parte dell’indagato, rivelatrice di carenza di autodisciplina, necessaria per applicare una misura cautelare che a questa si affida”. Ma la detenzione a casa viene respinta anche “per il coinvolgimento, a vario titolo, di familiari e in particolare delle mogli, ben inserite nel sistema di cui conoscono i dettagli e di cui si avvantaggiano in modo palese anche se in ruoli non penalmente rilevanti”.

Bocciati poi arresti domiciliari a Roma “luogo in cui gravitano i centri d’interesse e i rapporti dell’indagato”. Inoltre, sul piano della possibile reiterazione del reato, per il tribunale della libertà appaiono infondati i rilievi dei difensori i quali evidenziavano che né Balducci né De Santis ricoprono più i ruoli nei quali sono stati indagati giacché Balducci si è dimesso da un paio di mesi dal ministero e per De Santis il ministero competente ha chiuso il rapporto di lavoro.

Ma, scrive il Riesame, non è scongiurato neanche così che gli indagati, pur adesso fuori dalla pubblica amministrazione, “si aggreghino, quale estranei, a pratiche corruttive nel settore dell’ordine pubblico” e “assumano iniziative illecite per reati contro la pubblica amministrazione”.

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