Si pente, si dice dispiaciuto e assicura di voler continuare a essere “prete in comunione con tutta la comunità ecclesiale”. E’ il percorso di don Alessandro Santoro, il sacerdote della comunità fiorentina delle Piagge sospeso dal servizio dopo la celebrazione, in chiesa il 25 ottobre 2009, del matrimonio di una donna nata uomo Sandra Alvino e Fortunato Talotta.
Dopo cinque mesi di “riflessione e preghiera”, a lui imposti dall’arcivescovo di Firenze monsignor Giuseppe Betori, il sacerdote ha chiesto quindi di poter tornare al “ministero attivo”. Una richiesta che l’arcivescovo, riconosciuto il “pentimento” del sacerdote e il suo dispiacere per il turbamento recato alla comunità, espresso anche in una lettera personale a Betori, ha accettato reinserendolo, dal prossimo 25 aprile, nell’incarico di cappellano alle Piagge, “per un periodo adeguato – come scritto da Santoro al consiglio presbiterale – a ‘finire il lavoro’, cioé accompagnare la comunità a crescere nel cammino di fede e a maturare in autonomia e ecclesialità”.
Don Santoro, conosciuto come uno dei sacerdoti “di frontiera”, si legge in una nota, ha spiegato che qualora dovessero presentarsi “situazioni particolari e ‘al limite'”, in nome della comunione con “il corpo ecclesiale”, lui le sottoporrà “alla riflessione sua e degli organismi interessati”. Monsignor Betori spiega che nell’incontro di questa sera il sacerdote “ha sottoscritto la formula di fede e il giuramento previsto dalla normativa canonica, in segno di piena adesione alla dottrina della Chiesa e di obbedienza al vescovo”, e auspica che questa soluzione “costituisca un nuovo inizio per il servizio pastorale di don Santoro e per la vita ecclesiale della gente delle Piagge”.