RAVENNA – Per trasferire un complesso alberghiero del valore stimato di circa 70 milioni erano stati pagati 168 euro anziche' sette milioni. Un'evasione di imposta di registro che la guardia di Finanza di Ravenna (Tenenza di Cervia) ha attribuito alle due societa' legate al trasferimento del Grand Hotel di Rimini. I finanzieri in particolare si sono insospettiti dai tanti atti che avevano riguardato il trasferimento dell'hotel dichiarato nel 1994 monumento nazionale e immortalato anche dal regista Federico Fellini in 'Amarcord'. Secondo le Fiamme Gialle il fine ultimo delle numerose operazioni e' stato quello di sottrarre a tassazione il valore del trasferimento.
Nello specifico la Tenenza cervese ha contestato la mancata applicazione dell'imposta di registro in quanto – si legge in una nota – le parti hanno mascherato la reale cessione d'azienda ricorrendo al classico schema che prevede prima la cessione di quote societarie e, in seconda battuta, la fusione tra la societa' acquisita e la societa' acquirente. Operazioni, che secondo le Fiamme Gialle potrebbero apparire del tutto lecite, avrebbero in realta' un chiaro scopo definito 'elusivo'.
In buona sostanza invece di effettuare una semplice e diretta cessione d'azienda, le due societa' coinvolte avrebbero prima al trasferito le quote sociali e poi avrebbero fatto una fusione societaria solo per ottenere un ingente risparmio d'imposta. A queste conclusioni i finanzieri sono giunti dopo un confronto con l'Agenzia delle Entrate, direzione provinciale di Ravenna e ufficio territoriale di Lugo. I sette milioni di imposte dovranno ora essere versati all'erario per essere impiegati a vantaggio della collettivita'.
