Flirt tra colleghi d’ufficio? Spettegolare è diffamazione

ROMA – Spettegolare sui flirt in ufficio? Meglio di no. Potreste beccarvi una condanna penale. E’ quanto è capitato al cliente di una banca che, respinto da un’impiegata, aveva rivelato la relazione tra la donna e un collega. Il cliente geloso è stato condannato a un anno e due mesi di reclusione e al risarcimento dei danni, e la sentenza è stata convalidata dalla Cassazione perché il pettegolezzo sulle scappatelle in ufficio viola la privacy ed è diffamatorio.

La storia si svolge a Torino: il 63enne Carlo R. si innamora, non ricambiato, di un’impiegata di Unicredit. Dopo averla fatta pedinare e addirittura intervistare da un’agenzia investigativa, l’uomo respinto viene a conoscenza di tutti i segreti di Daniela R. e scrive una lettera al direttore della filiale affinché avverta i superiori delle scorrettezze di cui, per ripicca, accusa l’impiegata, tra le quali la relazione con un collega. Venuta a conoscenza dei fatti, la donna lo denuncia e chiede un risarcimento.

Per evitare la condanna, Carlo R. ha sostenuto che la lettera non aveva danneggiato la donna. Ma la tesi è stata bocciata dalla Cassazione in quanto “non c’è dubbio – scrivono i supremi giudici, sentenza 44940 – che la diffusione, all’interno del ristretto ambito lavorativo, della notizia di una relazione, sentimentale e sessuale, clandestina tra due impiegati può avere natura diffamatoria, specie se uno dei due è sposato”.

Carlo R. ha allora cambiato linea e sostenuto che era suo “diritto di critica” lamentarsi per il disdoro professionale del flirt. Non si vede in che modo questa relazione – ha replicato la Cassazione – potesse incidere sul “rendimento professionale della donna”. In extremis, Carlo R. ha giocato l’ultima carta: scrivere che una donna “ha una relazione con un uomo sposato” non equivale a dire che i due abbiano “un coinvolgimento di natura sessuale”. Ma i supremi giudici hanno ritenuto l’obiezione “ai limiti della provocazione, considerato l’uso corrente dell’espressione”.

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Alessandro Avico