Per il giudice è stato lui a darle gli anabolizzanti letali. A quasi sei anni dalla morte di Claudia Bianchi, campionessa di body building, l’ex fidanzato Federico Focherini è stato condannato a sei anni di carcere per esercizio abusivo di professione, somministrazione di medicinali pericolosi per la salute pubblica.
L’uomo è un noto body builder, nonché campione internazionale di culturismo e Mister Universo 2002.
L’atleta era deceduta a 34 anni l’8 marzo 2004 e il processo contro l’ex cominciò dopo il rinvio a giudizio disposto il 20 gennaio 2006 dal gup Roberta Palmisano.
Il corpo di Claudia venne riesumato nel dicembre 2004 dopo i primi mesi di indagine. Dai risultati dell’autopsia emerse che la Bianchi faceva un uso intenso di queste sostanze.
Focherini ha sempre respinto le accuse rivolte anche dalla famiglia della campionessa a cui Claudia aveva riferito di aver ricevuto un misterioso pacco dall’uomo, previo pagamento di 2.500 euro.
«Quando il giudice ha letto la sentenza – ha commentato l’avvocato Alessandro Sivelli che rappresenta Focherini – ho chiesto che mi venisse ripetuto quanto scritto nel dispositivo. Non ci volevo credere. Non c’è nessuna prova, nessuna telefonata e nessuna testimonianza che dimostri che Federico abbia ceduto sostanze anabolizzanti a Claudia o ad altri soggetti. È una sentenza che lascia increduli dal punto di vista etico e giuridico. Federico è rimasto sorpreso per questa condanna ma è soprattutto amareggiato perché non vorrebbe che ora la mamma e i parenti di Claudia che proprio lui sia il responsabile della morte della ragazza cosa che non è assolutamente vera».
