ROMA – Sì definitivo alla legge che elimina i requisiti d’altezza per l’ammissione ai concorsi nelle forze armate e di polizia e nel Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Il testo è stato approvato dall’Assemblea di Montecitorio all’unanimità.
“La norma che elimina l’anacronistico requisito dell’altezza come fattore escludente per i concorsi nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia è legge dello Stato dopo un travagliato iter che si è protratto per due legislature. Sono state alla fine superate le resistenze da parte di alcuni settori delle Amministrazioni interessante riluttanti ad una misura di modernizzazione – annuncia il capogruppo del Pd in commissione Difesa, Gian Piero Scanu – la nuova legge è un obiettivo di civiltà giuridica e di merito: gli uomini e le donne, infatti, non si misurano a metri come il panno. I concorsi per il reclutamento valuteranno i candidati sull’insieme delle loro capacità fisiche e attitudinali e questo garantirà senz’altro una selezione migliore in una platea più ampia dalle quale il vecchio requisito dell’altezza minima escludeva soprattutto le donne, a prescindere dalle loro qualità”.
“Finalmente posso dare una buona notizia a migliaia di giovani italiani che erano discriminati per motivi di conformazione fisica: grazie ad un grande lavoro di squadra di tutte le parti politiche, che è andato ben oltre il mio impegno personale che avevo garantito ai tantissimi giovani che mi avevano esposto il problema, da oggi è legge dello Stato la possibilità di poter partecipare ai concorsi per il reclutamento nelle Forze Armate, di Polizia e nei Vigili del Fuoco anche a coloro che non raggiungono la statura minima prevista dai precedenti regolamenti”. E’ quanto ha dichiarato Rosanna Scopelliti, capogruppo NCD alla Commissione Difesa della Camera dei Deputati. “Sono orgogliosa – ha aggiunto – di essere stata la relatrice in Aula su questo provvedimento di legge, e di aver contribuito con il mio impegno politico ed istituzionale ad eliminare una ingiustificabile discriminazione con una legge che mira a valorizzare il merito e la competenza, nonché alla rimozione di ogni possibile elemento di discriminazione nell’accesso alle carriere presso le Forze armate, in una fase di delicata riduzione dello strumento militare, anche dal punto di vista della dotazione di personale”.