ROMA, 22 MAR – Sono stati identificati tre dei corpi inumati alle Fosse Ardeatine. Lo fa sapere il ministero della Difesa alla fine di complesse indagini sul dna fatte dal Ris.
I risultati raggiunti, fa sapere la Difesa, hanno consentito di affermare con ragionevole certezza (superiore al 99%) l’identita’ di due caduti: Marco Moscati, sacello n. 283 e Salvatore La Rosa, sacello n. 273. Per un terzo, Michele Partito, gli accertamenti tecnico-scientifici sono risultati piu’ complessi ed hanno richiesto ulteriori approfondimenti che hanno portato ad elevare fino al 92% la probabilita’ di identificazione del caduto inumato nel sacello n. 155. Le analisi sono state intraprese a seguito della richiesta della Comunita’ Ebraica e dell’Anfim al presidente della Repubblica e al ministro della Difesa. Il Gabinetto del ministro ha dato incarico al Commissariato generale onoranze ai Caduti in guerra di promuovere tutte le possibili iniziative per procedere all’identificazione dei dieci martiri inumati alle Fosse Ardeatine, ”noti ma non identificati” e dei due ”ignoti”.
In questo quadro e’ stato chiesto l’intervento del Ris dei Carabinieri di Roma per l’esame del dna sui resti dei caduti inumati alle Fosse Ardeatine. Sono state, pertanto, intraprese complesse ed intense attivita’ di ricerca, in Italia e all’estero, per procedere all’individuazione dei congiunti piu’ prossimi per ottenere il previsto assenso formale per poter operare il prelievo dei campioni biologici, effettuato a cura del Ris con la collaborazione del Dipartimento di biologia evolutiva dell’Universita’ di Firenze. L’attivita’ si e’ protratta nel tempo a causa della complessita’ degli esami su reperti risalenti al 1944 e per assumere ulteriori informazioni di tipo antropometrico, anch’esse utili per l’identificazione.