FIRENZE – Due dirigenti e un funzionario dell’azienda Carapelli sono indagati dalla procura di Firenze con l’accusa di falso in atto pubblico e per una sospetta frode alimentare relativa all’olio extravergine di oliva. L’indagine è iniziata a settembre del 2010, dopo un controllo della guardia forestale sui documenti di trasporto di un carico di olio extravergine Carapelli, che riportavano una descrizione – ‘origine comunitaria, olio estratto a freddo’ – meno specifica rispetto a quanto richiesto dalla legge e che gli investigatori sospettano potesse non essere veritiera.
Le iscrizioni nel registro degli indagati sono legate allo svolgimento di un incidente probatorio, chiesto dal pm e disposto dal gip, per verificare che vi sia corrispondenza fra quanto riportato nelle etichette dell’olio extravergine di oliva e il contenuto di alcune bottiglie prese a campione. A insospettire gli investigatori ci sarebbe anche il prezzo – ritenuto troppo contenuto – a cui viene venduto il prodotto in alcune catene della grande distribuzione. ”Il procedimento – spiega uno dei difensori, l’avvocato Neri Pinucci – si basa su una irregolarità formale nei documenti. Poi, come atto dovuto, il pm ha ritenuto di svolgere verifiche sull’olio.
La Carapelli è certa della qualità del proprio prodotto ed è dunque serena sull’esito dell’incidente probatorio”.