ROMA – Solo un ladro ogni 100 furti finisce in carcere. Lo scorso anno i colpi in casa sono stati 251mila ma attualmente le persone detenute per questo reato sono solo 3600. A fare i conti è Giovanni Tizian sul settimanale l’Espresso, che ha incrociato i numeri sulle persone recluse per furto con il totale di denunce per rapine domestiche nel 2014. Gli ultimi dati ufficiali elaborati dall’Istat, che risalgono al 2013, confermano: solo il 2,9% dei ladri in quell’anno è stato acciuffato e la maggior parte se l’è cavata con una denuncia a piede libero. La morale è che viviamo in un Paese dove l’impunità è la regola e il lassismo impera perché le indagini non si fanno quasi mai. L’esasperazione dei cittadini cresce di pari passo col senso di insicurezza e di sfiducia e sempre più spesso sfocia in veri è propri Far West (Stacchio docet).
Osserva Tizian sull’Espresso:
“Svaligiare case è il crimine che da dieci anni cresce senza sosta: dal 2003 le denunce sono raddoppiate. Per questo è fuorviante chiamarla emergenza. Il picco più alto è stato raggiunto nei due anni appena trascorsi, arrivando a 251 mila assalti alle mura domestiche. A parte i danneggiamenti, spesso funzionali all’irruzione negli appartamenti, si tratta del reato più numeroso. Ogni giorno 689 incursioni, in pratica 29 ogni ora: ogni due minuti un ladro penetra in un’abitazione. Non esistono difese inespugnabili”.
La soluzione, l’unica finora proposta dalla politica, è un aumento di pena che, si spera, funga da deterrente:
“Dovrebbero diventare da un minimo di due al massimo di otto anni di carcere, rispetto al tetto di sei previste oggi. Questo renderebbe più difficile evitare il carcere con il beneficio della condizionale. E vanificherebbe la prescrizione. Ma il problema non è questo. I razziatori di case che ne beneficiano sono pochi: secondo il ministero, solo tra il 4 e il 5 per cento sfugge alle condanne grazie alla prescrizione”.
Ma il problema è a monte: la verità è che i ladri si fatica ad individuarli.
“Tra il 2013 e il 2015 la procura di Firenze ha aperto più di 11 mila procedimenti per furti in casa, ma quelli con un presunto colpevole sono appena 206. A Milano le cose vanno meglio: i fascicoli contro ignoti sono più di 9 mila su un totale di 12 mila. Intanto il bollettino di guerra dei colpi non lascia scampo: nell’ultimo decennio sono aumentati a Milano del 229 per cento, a Firenze del 177 per cento, a Torino del 172 per cento, a Padova e Palermo del 128 per cento, a Roma e Venezia del 120 per cento, a Bologna e Verona quasi del 104”.
Su 237 mila furti avvenuti nel 2013, appena 15.263 sono le persone denunciate a piede libero. Un decimo sono minorenni, meno della metà vengono arrestati e dopo poco sono già fuori.