Circa duemila le segnalazioni al mese di discriminazione ai danni di trans e gay arrivano alla linea telefonica gratuita Gay Help Line (800-713-713), nata quattro anni fa per iniziativa dell’Arcigay in collaborazione con il Comune e la Provincia di Roma. Di queste, circa il 30% segnalano difficoltà sui luoghi di lavoro e il 22% veri e propri casi di mobbing.
Il dato è contenuto in una ricerca sulle discriminazioni sui luoghi di lavoro ai danni delle persone lgbt e dei migranti, realizzata per l’Italia dalla Fondazione Giacomo Brodolini nell’ ambito di un network europeo che si occupa appunto della lotta alle discriminazioni. La ricerca è stata presentata oggi alla Casa internazionale delle donne a Roma.
”I dati – ha precisato la ricercatrice Silvia Sansonetti – di per sé non sono significativi perché non sono né completi né esaustivi, infatti sono scarsi. Ma sono emblematici perché confermano che la discriminazione esiste ed esiste in particolare nel lavoro”. Fra l’altro, per le persone lgbt esiste anche una discriminazione di tipo normativo. Ad esempio, in mancanza di un riconoscimento delle coppie di fatto, il partner non genitore non puo’ usufruire dei congedi parentali o dei permessi per i disabili.
Circa un terzo degli italiani – prosegue Sansonetti – preferirebbe che le persone lbgt vivano la loro condizione nell’ombra o comunque, nel migliore dei casi, che non la ostentino. I pregiudizi incidono negativamente anche sulla produttività. ”Si è infatti visto – spiega la ricercatrice – che le persone lbgt costrette a nascondersi sui luoghi di lavoro si comportano in modo innaturale e distaccato incidendo cosi’ negativamente anche sulla produttività”.