BOLOGNA – “I miei colleghi in divisa facciano outing se sono omosessuali”: è l’appello di Simonetta Moro, vigilessa di Bologna. Lei outing lo ha fatto anni fa: nella primavera del 2010, come scrive il Corriere della Sera, inviò una lettera all’allora commissario Anna Maria Cancellieri e al comandante della polizia municipale Carlo Di Palma chiedendo loro di poter partecipare al raduno europeo dei gay e delle lesbiche indossando la divisa della municipale di Bologna. Ebbe il permesso, ed andò a Vienna in divisa.
Adesso, dal 28 aprile, Simonetta Moro è la presidente nazionale di Polis Aperta, associazione lgbt dei lavoratori delle forze armate e delle forze dell’ordine. Polis Aperta è nata nel 2005, ma gli iscritti sono solo 56 a fronte di oltre 200 contatti. “Segno del fatto che chi indossa una divisa in questo Paese ha ancora timore a esporsi”, spiega al Corriere Simonetta Moro.
Eppure nel suo ambiente di lavoro non ha subito discriminazioni dopo il coming out. “Il mio comandante è una persona illuminata e dai miei colleghi ho ricevuto solo attestati di stima. Nessun problema, ma mi sento una privilegiata. Occorrono dei corsi di formazione contro il pregiudizio, che insegnino alle persone in divisa a trattare le diversità nel modo giusto. Il cambiamento deve partire dal linguaggio: basta battute omofobe”.
