ROMA, 19 SET – No alla pubblicazione online di elenchi di persone, politici o religiosi, gay non dichiarati: e' la posizione dell'associazione radicale Certi Diritti, alla luce dell'annuncio di una prossima diffusione di una decina di nomi su un sito anonimo depositato all'estero.
"L'outing – sostiene Certi Diritti – e' uno strumento di per sè contraddittorio, utilizzato solo in alcune delle nazioni che sono all'avanguardia nella lotta dei diritti civili di gay e lesbiche, e sempre con risultati ambigui. Siamo certi che se l'Italia fosse una nazione capace di trattare con dignità le persone omosessuali (in politica come nelle religioni, nelle istituzioni laiche così come nei media), ci potremmo risparmiare questo episodio che sicuramente non sarà ricordato come la punta di diamante della conquista dei diritti civili in Italia per le persone gay e lesbiche".
In particolare, secondo l'associazione, colpisce "l'assoluta mancanza di responsabilità da parte di chi accusa. Cosa che inoltre fa pensare che le accuse non potranno essere corredate delle necessarie prove, oltre che del contraddittorio che ci si aspetta in simili contesti. Messa così, tutta questa operazione potrà apparire esclusivamente pretestuosa, come già fu per il famoso caso Boffo. Nessuno potrà poi dimenticare che le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender sono state esse stesse, per millenni, vittime di delazioni e comportamenti vili che avevano l'obiettivo di denigrare e mettere all'indice la loro esistenza. E' mai possibile che una riflessione su questo i responsabili anonimi non riescano a farla?".
Inoltre, "all'outing non è mai seguito un sereno esame di coscienza nè la valutazione coraggiosa e limpida dei propri comportamenti sessuali. Al contrario, abbiamo assistito addirittura a pubbliche scuse davanti alla persona del Papa, come se del proprio orientamento sessuale si debba dare di conto ad una autorità religiosa. Ma, appunto, siamo in Italia" concludono.
