La pratica è stata condotta da 27 centri ospedalieri, che in seguito a degli aborti avrebbero eliminato 15.500 feti nell’arco di due anni. Dieci di questi “trust”, corrispondenti alle nostre Asl, hanno ammesso di aver bruciato migliaia di resti umani con altri rifiuti ospedalieri, mentre due hanno rivelato che i feti sono finiti in speciali forni, il cui calore prodotto viene poi utilizzato nel sistema di riscaldamento.
Il ministero della Sani è intervenuto, vietando immediatamente la pratica, descritta dal sottosegretario Dan Poulter come “totalmente inaccettabile”. Il regolamento prevede che vengano eliminati in modo umano: ad esempio seppelliti, cremati o inceneriti ma non insieme a rifiuti ospedalieri.