GELA (CALTANISSETTA), 12 LUG – Giuseppe Centorbi, quarant'anni, agricoltore di Licata (Ag), e' formalmente accusato dello sterminio della famiglia Malfitano (padre, madre e figlio di 13 anni), i suoi vicini che avrebbe odiato per un terreno conteso ai confini dei rispettivi poderi, in contrada Desusino, nel territorio di Butera.
I carabinieri del reparto operativo gelese gli hanno notificato un ordine di custodia cautelare nel carcere di Caltagirone (Ct), dove si trova detenuto dal 24 giugno scorso, quando i militari (con la collaborazione di un poliziotto fuori servizio che lo aveva intercettato e pedinato), riuscirono a catturarlo nei pressi di Piazza Armerina (En), dopo tre giorni di ricerche.
Nella sua auto (una Fiat Punto) c'erano ancora un fucile e le tre pistole usate per uccidere Filippo Malfitano, 48 anni, la moglie, Giuseppa Carlino, 45, e il figlio, Salvatore, di 13. Il gip del Tribunale di Enna, dopo avere convalidato il fermo e l'arresto di Centorbi, su richiesta della Procura, ha trasmesso gli atti al procuratore di Gela, competente per territorio, che oggi ha formalizzato l'incriminazione di Centorbi.