Si chiama Salvatore Sarchiello, 19 anni ad agosto, ed è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di avere bruciato il gazebo del ristorante-pizzeria “Company 2” di Gela, dove era solito cenare, perché il proprietario, al momento del conto, non lo aveva trattato con il riguardo che lui e il suo gruppo di “picciotti emergenti” della malavita locale pretendevano.
Sarebbe dunque la vendetta il movente dell’incendio appiccato il 9 maggio scorso all’esercizio che sorge nel lungomare Federico II. Esclusa la pista dell’estorsione. Durante la sua azione criminosa, il giovane è stato ripreso da una telecamera del sistema di video-sorveglianza della pizzeria. Lo si vede, col volto coperto da un casco nero (poi ritrovato nella sua abitazione) spargere liquido infiammabile e poi appiccare il fuoco, con le fiamme che lo raggiungono al piede sinistro, senza però causare ustioni.
Il procuratore della Repubblica, Lucia Lotti, incontrando i giornalisti ha parlato di “giovani spavaldi i cui atti sfuggono persino ai normali canoni comportamentali, per imporre un auto-accreditamento alimentato dall’ambizione della carriera criminale”. “Bruciano e danneggiano per un nonnulla – ha detto – si vendicano per una parola ritenuta pesante, un gesto non gradito. Bisogna fermarli prima che diventino boss”.