GENOVA, 26 GIU – Una bimba di 12 anni, a Genova, era costretta da madre e patrigno a mangiare gli avanzi di cibo in una ciotola, veniva chiusa fuori sul balcone al freddo e costretta a restarvi per ore, con addosso solo il pigiama o la biancheria intima. Oggi il gip ha rinviato a giudizio la madre ecuadoriana, come gia' aveva fatto il 4 giugno con il patrigno albanese. Le accuse per entrambi sono sequestro di persona e riduzione in schiavitu'. Il processo per entrambi in corte d'Assise il 19 novembre.
Fu una segnalazione anonima a Telefono Azzurro a far scattare la denuncia nei confronti della madre ecuadoriana della bambina e del patrigno albanese abitanti a Rapallo, nel levante ligure. I due furono arrestati nel dicembre 2011 con le accuse di sequestro di persona e di riduzione in schiavitu'. La storia della piccola ''Cenerentola'' si concluse con l'intervento degli agenti del commissariato di Rapallo che si recarono a prelevarla a scuola dove si era presentata in pantofole e pigiama, come era capitato altre volte. Secondo quanto riferirono gli agenti del nucleo investigativo del commissariato la bambina veniva insultata e doveva servire in tavola dove sedevano anche i due fratelli maschi. Alle richieste dei familiari doveva sempre rispondere ''mande'' che nello spagnolo gergale significa ''comandi''. Per lei nessun piatto, ne' posate ma una ciotola dove mangiava gli avanzi. Oggi durante l'udienza preliminare davanti al gip Nadia Magrini la madre della bambina ha reso dichiarazioni spontanee sostenendo che la figlia era ribelle e l'aveva anche aggredita. ''Le ho imposto di fare i lavori domestici – ha detto – finche' non avesse chiesto scusa''.