GENOVA – Secondo l’accusa dei pm di Genova Walter Cotugno e Mario Morisani il lavoro dei camalli è abusivo. Lo rivela un articolo di Matteo Indice pubblicato sul Secolo XIX.
La Procura ha preso in esame il lavoro degli ultimi 8 anni nel porto genovese: la Guardia di Finanza, spiega Indice, ha sequestrato “le copie degli accordi fra i terminalisti che, a partire dal 2003 e fino a oggi, si sono serviti della Compagnia unica per scaricare le merci approdate nei loro moli”.
Secondo i due pm l’ipotesi è che ci possa essere stata una “somministrazione illecita di manodopera”. In sostanza, puntualizza Indice, “la Compagnia si sarebbe messa a disposizione dei vari operatori che dovevano sbarcare container, senza avere uno specifico placet da Roma”.
L’inchiesta, che rischia di mettere in ginocchio una prassi consolidata da secoli a Genova, potrebbe coinvolgere non solo i vertici della Compagnia, ma anche tanti terminalisti.
Cotugno era stato il principale accusatore nel cosiddetto “processo degli onesti”. Secondo l’accusa, l’Autorità Portuale avrebbe versato soldi per prestazioni “fasulle” dei camalli. Ma il processo ha di fatto smentito l’accusa: 11 capi di imputazione su 12 sono caduti e l’unica condanna è stata inflitta a Giovanni Novi, ex presidente della Autorità Portuale.