Genova, container radioattivo: chieste garanzie per la sicurezza

Se il ministero dell’Interno non garantirà che sia sicuro al 100% aprire il container radioattivo con all’interno Cobalto 60 sequestrato nel porto di Genova con un robot speciale mai usato prima al mondo, il carico venga rispedito al mittente negli Emirati Arabi: lo hanno chiesto stamani a Genova la Filt Cgil ed il Comitato del quartiere Per Prà, intervenuti per difendere la salute dei portuali e dei cittadini dai rischi di contaminazione.

”Saranno sicuri dal rischio di contaminazione radioattiva i lavoratori portuali e i cittadini?”, è la domanda della Filt Cgil e del Comitato Per Prà. ”Chi ci dice che aprendo il portellone del container non si attivi un dispositivo esplosivo che lo fa saltare in aria?”, ”Perché dev’essere proprio Genova a testare un robot usato per la prima volta al mondo?”, hanno chiesto alcuni abitanti di Genova Prà. Resta alta la paura degli abitanti nei quartieri genovesi adiacenti al Vte e dei suoi lavoratori.

Il sindacato ed il comitato cittadino hanno per questo motivo chiesto alle istituzioni, Autorità Portuale e Comune di Genova in primis, di aprire un tavolo di confronto per garantire la sicurezza tra aree portuali e città. Intanto sono già 400 i lavoratori del Porto di Genova che hanno fatto le analisi del sangue per verificare se sono stati contaminati dal carico radioattivo del container e 4 di loro sono monitorati da un’equipe sanitaria.

A nessuno finora è stata riscontrata una contaminazione ma l’attenzione resta alta, spiega il segretario provinciale della Filt Cgil Giacomo Santoro intervenuto per denunciare le carenze del piano sicurezza varato dal Vte per isolare il container radioattivo. ”La Cgil ha portato i lavoratori portuali del Vte a rischio contaminazione radioattiva a fare analisi sanitarie e dai legali – ha sottolineato – finora non sono stati individuati rischi alla salute, ma abbiamo scritto una lettera al Vte per chiedere il risarcimento degli eventuali danni”.

”Il container radioattivo è stato per una settimana senza controlli sulle banchine del Vte dal 14 al 21 luglio 2010 – ha denunciato Santoro – individuata la radioattività il Vte si vanta di aver isolato il container facendolo caricare dalla parte posteriore e trasportare ai lavoratori con un altro container dietro, assurdo”. ”Se il container verrà rispedito negli Emirati Arabi, noi non ce lo mettiamo sulla nave – ha proseguito il sindacalista – se sarà aperto con un robot entro febbraio 2011 nessun lavoratore o cittadino dev’essere a rischio contaminazione”.

Intanto il container resta isolato con barriere di cemento e acqua nel VI Modulo del Vte con libero solo il lato verso mare, migliaia di metri quadri del porto sono vuoti, ma alcuni pescatori, atleti e bambini delle scuola vela, continuano a passare vicino ogni giorno al container radioattivo.

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