Genova, controlli su un container misterioso in porto

Un container misterioso al porto di Genova: l’unica cosa certa è che non si scoprirà il contenuto prima di febbraio. Sui documenti di accompagnamento del container radioattivo sotto sequestro al sesto modulo del porto di Genova c’è scritto che all’interno si trova del rame. Ad attestarlo ci sono anche delle foto di accompagnamento, ma così come non era stata segnalata la presenza del Cobalto 60, all’interno dello scatolone di ferro ci potrebbe essere anche altro materiale. Quello che appare certo è che il mistero non potrà essere sciolto fino a quando un robot telecomandato a distanza non aprirà il container, cioè a febbraio.

Dalla Prefettura di Genova, che sta seguendo con attenzione le varie fasi della vicenda, spiegano che non si può escludere alcuna ipotesi. Per questo motivo verranno eseguiti controlli cautelativi anche per stabilire se all’interno del container non vi possa essere dell’esplosivo, ”ma allo stato non c’è alcun elemento concreto che porti a ritenerlo”. Si sottolinea tra l’altro che per legge, tutto il materiale ferroso viene sottoposto ad esami radiometrici prima di essere sdoganato, ed è proprio in virtù di questi controlli che è stata rilevata la presenza del cobalto. Mentre ci sono altre tipologie di merce che passano la dogana senza dover essere per forza sottoposti ad accertamenti.

Inoltre si ricorda che il carico era destinato ad una ditta di Pozzolo Formigaro, nell’alessandrino. Intanto, la Prefettura evidenzia come non ci sia alcun pericolo al di là della schermatura, per l’incolumità delle persone, né per gli abitanti della zona, né per chi lavora in porto. Misurazioni sono state condotte dai tecnici di Arpal, Ispra, Vigili del fuoco del comando provinciale, dagli esperti del ministero dell’Interno e da alcune ditte private incaricate. Da parte del dipartimento dei vigili del fuoco del Viminale c’è molta attenzione, data la delicatezza delle operazioni, anche perché le radiazioni sono molto intense, soprattutto nel punto di contatto della sorgente col container, che raggiunge l’intensità di 600 millisiver.

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