Genova, il maestro di sci morto travolto da una slavina poteva salvarsi

GENOVA – Marco Corvisiero, il maestro di sci morto ieri dopo essere stato travolto da una slavina, avrebbe potuto salvarsi. Al momento della tragedia, secondo quanto è emerso dalle prime indagini, il ragazzo non indossava l’Arva, l’apparecchio di ricerca che si attiva in caso di valanghe.

Se l’avesse avuto con sé, Corvisiero avrebbe potuto segnalare la sua posizione. Il maestro di sci, invece, è stato trovato dopo quasi tre ore di ricerche. Ed è polemica sui soccorsi, che secondo alcuni, si sarebbero mossi con troppo ritardo. Intanto l’Enav, l’Ente nazionale di assistenza al volo, e i vigili del fuoco hanno aperto una inchiesta per ricostruire la dinamica dell’incidente, senza feriti, nel quale è rimasto coinvolto l’elicottero Drago dei pompieri.

Il velivolo, impegnato nelle ricerche di Corvisiero, ha toccato alcuni alberi con il rotore, ed è caduto al suolo. A causare l’incidente sarebbe stata una forte raffica di vento. I sette passeggeri, tra equipaggio e personale medico, sono riusciti a saltare fuori dall’elicottero, senza riportare ferite.

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