Genova: occultò il cadavere ma manca la prova del delitto

Sarebbe stato un delitto d’impeto, dovuto «alla cocente delusione e derisione per non avere concluso il rapporto sessuale con la prostituta» ad avere spinto l’ex pugile Luciano Rastello, 68 anni, ad uccidere Adriana Rosso, la donna trovata mummificata il giorno di Pasqua 2007 sulle alture di Genova.

E’  questo uno dei passaggi delle motivazioni della sentenza pronunciata lo scorso ottobre dal gup Adriana Petri con cui Rastello è stato assolto dall’accusa di omicidio e condannato a quattro anni per la soppressione del cadavere. Un processo carico di indizi nei confronti dell’ex pugile ma tuttavia non sufficienti a «ricostruire con certezza la condotta dell’imputato». Ma se per quel che riguarda l’omicidio gli indizi non sono stati ritenuti sufficienti, per la soppressione del cadavere il giudice parla di «terribili modalità, quasi scientifiche».

«Rastello – si legge ancora nella sentenza – non si è limitato a occultare il corpo ma ha consapevolmente tenuto il cadavere in casa per 48 ore così favorendo, grazie al riscaldamento e all’ambiente chiuso, la putrefazione e decomposizione». Anche il luogo (una vera e propria scarpata adibita a discarica) e il fatto che la donna fosse stata lasciata nuda e fuori dal borsone usato per trasportare il corpo, sono stati ritenuti indizi sufficienti per ritenere sussistente il reato di occultamento.

Per ironia della sorte, ha concluso il giudice, «Rastello che si commuove per il suo cane che guaisce per la povera donna che sta morendo in casa, è stato tradito proprio da un cane che ha scoperto il cadavere».

Per la difesa, sostenuta dagli avvocati Giuseppe Nadalini e Luigi Rubino, la vittima, ex prostituta con problemi di tossicodipendenza, sarebbe morta in seguito a un’overdose di cocaina. Secondo il pm Morisani invece, Rastello sarebbe stato responsabile della morte della donna, avvenuta nell’appartamento dove viveva l’imputato, che si era poi sbarazzato del cadavere, trovato due mesi dopo la scomparsa, nel greto del torrente Gaxi.

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