GENOVA – Bionda e procace, ma senza un braccio e con qualche 'accessorio' di troppo come un improbabile sospensorio sotto la lingerie di pizzo bianco, calze a rete color carne d'ordinanza ma senza scarpe. Il manichino-lucciola appoggiata a un angolo vicino a piazza del Campo di Genova, cantata da De André, è la ''risposta all'ordinanza anti-prostituzione del sindaco Vincenzi''. Ne è convinto Michele Forino, vice coordinatore provinciale di Futuro e libertà che lamenta l'assenza ''di una vera campagna che porti alla legalità e al reinserimento delle prostitute nel mondo del lavoro''.
In verità, il manichino appoggiato al muro altro non è che un'insegna, come quella delle osterie e dei bar. Forse un po' artigianale, ma assolutamente esplicativa del servizio offerto da quelle parti.
Invece, Fli lo indica come il fallimento dell'ordinanza voluta dal sindaco Marta Vincenzi un anno fa, con previsioni sanzionatorie di circa 250 euro per clienti e prostitute. ''Di sicuro – scrive Forino – una città come Genova, che sta sviluppando la sua attrattiva turistica grazie allo sforzo di tanti imprenditori, non puo' permettersi di avere come biglietto da visita le lucciole in strada, come capita nel centro storico''.
