Germania, negozio di moda che piace ai nazi. E' polemica sul nome "Brevik"

BERLINO – 'Brevik': per gli abitanti della citta' tedesca di Chemnitz, in Sassonia, intitolare un negozio con un nome tanto simile (solo una 'i' in meno) a quello dell'attentatore omicida di Oslo e Utoya, Anders Behring Breivik, e' una provocazione inaccettabile. Soprattutto se il negozio in questione e' un punto vendita del marchio d'abbigliamento Thor Steinar, molto popolare tra i giovani neonazisti.

''Una scelta del genere e' scioccante e completamente inaccettabile'', ha dichiarato in proposito Katja Uhlemann, portavoce della citta' sassone, che ai tempi dell'ex Germania dell'est era stata ribattezzata Karl-Marx-Stadt. ''Stiamo verificando tutte le possibilita' giuridiche per arrivare alla chiusura del punto vendita'', ha aggiunto Uhlemann: ''Non vogliamo avere un negozio del genere in citta'''.

Thor Steinar, che non ha voluto prendere posizione in relazione alla vicenda, ha intitolato la maggior parte dei suoi punti vendita a comunita' norvegesi. E in effetti Brevik e' un piccolo paese di 2.700 anime a sud-est di Oslo. Ma l'assonanza col nome del terrorista di estrema destra responsabile della morte di 77 persone e' molto sospetta. E comunque inopportuna, insistono i tanti critici a Chemnitz, che proprio ieri ha celebrato con una veglia antirazzista il sessantasettesimo anniversario del bombardamento avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale.

L'amministrazione cittadina ha intanto preso contatto con il proprietario dell'immobile – affittato dall'impresa brandeburghese MediaTex, che sta dietro il marchio Thor Steinar – offrendogli assistenza legale per arrivare alla rescissione del contratto. L'uomo, che vive in Baviera, ha detto di sentirsi raggirato: nessuno avrebbe fatto il nome del negozio al momento della stipula del contratto.

''Quando ho poi visto l'insegna – ha raccontato il proprietario alla Freie Presse di Chemnitz -, mi e' corso un brivido lungo la schiena''.

Le possibilita' che l'amministrazione, insieme col proprietario, riescano a far sloggiare gli ospiti indesiderati non sono remote. E' gia' capitato che la giustizia tedesca abbia annullato contratti d'affitto dei punti vendita Thor Steinar perche' i proprietari si erano sentiti ingannati.

Per questa ragione aveva dovuto chiudere i battenti una filiale nel centro di Magdeburgo, ad esempio, aperta in un edificio dell'architetto austriaco Hundertwasser. E la stessa sorte era toccata a un altro negozio nel centro cittadino di Lipsia, sempre in Sassonia.

Published by
Daniela Lauria