Le indagini della squadra mobile cuneese sono partite a seguito della denuncia di un imprenditore disperato. L’uomo ha raccontato di aver versato, negli anni, oltre 100.000 euro di soli interessi, a fronte di debito di 24.000 euro di capitale, e ha continuato a pagare, negli anni, anche 2.000 euro al mese perché non era in grado di opporsi alle richieste di Morosini, responsabile in passato di omicidio e rapina. Nel 1988 era stato condannato a 12 anni e sei mesi per la rapina nel caveau del deposito-bunker di via Aurelia che fruttò alla sua banda un bottino di 35 miliardi di vecchie lire, tra titoli e contanti.
Morosini è stato arrestato mentre intascava 200 euro. Nella successiva perquisizioni domiciliare è stato trovato un taccuino in cui venivano annotati nomi e numeri, probabilmente di altri “debitori”.