Suicidi a Civitanova, la sorella di Romeo Dionisi: “Fornero come fa a dormire?”

ROMA – ”Non so come faccia a dormire la notte, non li vede i morti che le passano davanti agli occhi?”. E’ dura, con il ministro Elsa Fornero, Gianna Dionisi, la sorella gemella di Romeo, l’uomo che si è ucciso a Civitanova Marche (Macerata), insieme alla moglie Anna Maria Sopranzi, perché non ce la faceva più ad andare avanti. Dionisi era un muratore che a causa della crisi si era ritrovato senza impiego, tranne qualche lavoretto in nero, e aveva aperto una partita Iva, ma era in arretrato con i versamenti all’Inps.

Per far fronte ai pagamenti, che lo avrebbero rimesso in regola con il Durc (il Documento unico di regolarità contributiva), Dionisi aveva fatto un mutuo e si era indebitato. Poi c’erano le spese correnti, le bollette da pagare, mentre in cassa entravano solo i soldi di Anna (600 euro di pensione sociale) e del fratello Giuseppe, a sua volta suicida, 900 euro. ”Ma tolte le rate, l’affitto di 500 euro e le spese – racconta Gianna – a loro non restavano che 400 euro per vivere. Noi una mano gliela davamo, ma qui siamo tornati all’era del dopoguerra, è dura andare avanti”.

”Erano disperati – ricorda Gianna -. Lui qualche volta diceva ‘mi butto a mare’, ma sembrava una di quelle frasi che si dicono così, tanto per dire”. Mai avrebbe pensato che si sarebbe tolto la vita con la moglie (”erano unitissimi”) e che il cognato, disperato, si suicidasse a sua volta gettandosi veramente in mare. ”Anche se sentivo che sarebbe successo qualcosa di brutto”, dice oggi Gianna. E così è stato. Giovedì notte hanno cenato, Anna ha rigovernato la cucina e preparato il tè per il fratello, hanno aspettato che Giuseppe, attaccatissimo alla sorella, fosse addormentato, e sono scesi nel garage, dove si sono impiccati. Il letto coniugale è stato trovato rifatto: un suicidio meditato a lungo, pianificato, nessun ripensamento.

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Alberto Francavilla