BARI, 1 SET – Gianpaolo Tarantini aveva gia' chiesto formalmente, il 29 luglio del 2009, di patteggiare la pena per tutti i procedimenti che lo vedevano coinvolto a Bari.
Lo fece subito dopo un lungo interrogatorio sull'affaire D'Addario davanti al pm Giuseppe Scelsi: firmo' un'istanza con la quale chiedeva di chiudere non solo i processi legati al sexy scandalo che travolse il premier Silvio Berlusconi e il vice presidente della Regione Puglia Sandro Frisullo (Pd), ma anche quelli per droga e per le mazzette pagate a manager, medici e funzionari della sanita' pubblica pugliese in cambio di appalti alle sue aziende.
L'istanza – si disse all'epoca e viene ribadito oggi da fonti vicine all'imprenditore – fu fatta per dimostrare la volonta' di Tarantini di collaborare alle indagini in corso a Bari e di evitare l'arresto.
Tuttavia, Tarantini venne ugualmente arrestato nel settembre 2009 per episodi di spaccio di sostanze stupefacenti risalenti all'estate 2008 e rimase per alcuni mesi agli arresti domiciliari nella sua casa romana, a due passi da via Veneto, assieme a moglie, figlie e servitu'.
Dopo quell'istanza – si apprende sempre nell'entourage di Tarantini – i legali dell'imprenditore, Nicola Quaranta e Giorgio Perroni, ai pm baresi che indagano sul giro di escort a Palazzo Grazioli non hanno mai ne' prospettato il patteggiamento ne' hanno ipotizzato il rito alternativo come strategia difensiva.
Anzi, poiche' Tarantini ha recentemente patteggiato (il 23 giugno 2011) la pena a due anni e due mesi di reclusione per le vicende di droga, sarebbe una ''mossa suicida'' – viene sottolineato – chiedere il patteggiamento per questo e altri procedimenti poiche' a breve per Tarantini si chiudera' anche l'inchiesta per la bancarotta fraudolenta della Tecnohospital, la societa' della sua famiglia.
Quindi, scegliere oggi il patteggiamento significherebbe aprire le porte del carcere all'imprenditore che, stamani, al momento dell'arresto, non ha nominato come suoi legali di fiducia ne' Quaranta ne' Perroni, ma un penalista romano.