Giardino dedicato a Francesco Cecchin: polemiche a Roma

ROMA, 15 GIU – Un giardino dedicato a Francesco Cecchin, giovane di destra e una delle tante giovani vittime degli anni di piombo a Roma. Domani lo inaugurera' l'amministrazione capitolina sulla scia di una tradizione di pacificazione iniziata durante la giunta Veltroni e proseguita con quella di Alemanno: un viale dentro Villa Chigi e' stato dedicato anche al giovane di destra Paolo Di Nella e una strada ci sara' per lo studente di sinistra Valerio Verbano assassinato dai Nar. Da domani lo spazio verde, nel 32esimo anniversario della morte, portera' il nome di Francesco Cecchin, attivista missino aggredito nella notte tra il 28 e il 29 maggio del 1979, e morto dopo 19 giorni di coma. Ma l'intitolazione a Cecchin del giardino di piazza Vescovio, a cui domani partecipera' il sindaco Gianni Alemanno, ha suscitato le proteste del Pd della II circoscrizione, ovvero la zona dove ricade piazza Vescovio dove verra' inaugurato lo spazio verde, a due passi dal luogo dove Cecchin mori'. E anche una lettera sottoscritta da un gruppo di intellettuali, da Ettore Scola a Nicola Tranfaglia, arrivata al sindaco il 14 giugno nella quale si chiede di intitolare il giardino a ''tutte le vittime della violenza politica''.
''I manifesti affissi nel nostro quartiere annunciano l'intitolazione dell'area verde di piazza Vescovio a Francesco Cecchin. Nei giorni scorsi, inoltre, in Consiglio municipale e' stato annunciato che sara' eretto anche un monumento a lui dedicato – si legge nella lettera che porta la firma anche di Citto Maselli, Pietro Larizza, Vincenzo Visco, Fausto Bertinotti, Luigi Manconi e Giorgio Manacorda – questi due fatti ci colpiscono sia per la mancanza di un'adeguata informazione alla cittadinanza sia per le conseguenze che da essa potranno derivare in un quartiere che in anni non lontani e' stato teatro di episodi di violenza politica''.
Per domani, pero', sarebbe prevista solo l'inaugurazione di uno spazio verde ''con le panchine, un passaggio pedonale ed un giardino curato e recuperato'' e non di una statua o monumento.
''Ci appelliamo a lei, Sindaco di tutti i romani – prosegue la missiva – Piazza Vescovio come ogni luogo di questa citta' non dovrebbe appartenere a nessuno in particolare; le piazze sono di tutti, le piazze sono ricchezza e patrimonio della comunita'''. E si chiede dunque di fare di Piazza Vescovio un luogo aperto intitolando i giardini ''a tutte le vittime della violenza politica, a memoria di quanti hanno perso la vita in quegli anni terribili della storia di questa citta'''.
Sulla vicenda e' intervenuto anche il ministro della Gioventu', Giorgia Meloni: ''E' triste che ancora oggi ci sia chi strumentalizza la memoria, considerando l'intitolazione di un'area verde ad una giovane vittima della violenza politica come il desiderio di 'marcare territorio', o ancora peggio di prendersi chissa' quale rivincita sulla storia. Considero bella e pienamente condivisibile l'idea di intitolare uno spazio aperto a tutte le vittime degli anni di piombo ma questo non deve togliere la possibilita' di celebrare la memoria dei singoli, cosi' come avvenuto per il viale del Parco delle Valli dedicato a Verbano''. Contro la missiva tuona il segretario Nazionale de La Destra Francesco Storace: ''Alemanno dovrebbe dichiarare indesiderati a Roma i firmatari dell'ignobile lettera che punta a sabotare l'intitolazione di una semplice area verde a Francesco Cecchin, martire della gioventu' di destra''.

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Alberto Francavilla