
ROMA – Un uomo di 48 anni che arriva a Roma, dice di essere Luigi Dompé, fratello dell‘imprenditore farmaceutico Sergio, contatta due agenti cinematografici e la costumista Nicoletta Ercole per produrre un suo film con Jeremy Irons e Toni Servillo. Ma poi si scopre che “Luigi Dompé” non esiste, e la Procura di Roma indaga sulla presunta “truffa”, così la definisce Cristiana Mangani sul Messaggero, di colui che, è scoperto, si chiama Gino Falcone.
La vicenda è riportata anche dal Corriere della Sera, che racconta come sia venuta allo scoperto dopo la denuncia di Nicoletta Ercole, nota costumista già collaboratrice del premio Oscar Milena Canonero.
Tutto era iniziato ad agosto, quando l’uomo, scrive il Corriere della Sera, si era presentato con il nome di Luigi Dompé, “fratello di Sergio”, a due agenti cinematografici per girare e produrre un film dal titolo “Non si può fermare il vento con le mani”.
I due agenti avevano quindi contattato Nicoletta Ercole. Nel cast, scrive il Corriere, ci sarebbero dovuti essere anche Vittorio Storaro per le luci, Giovanni Allevi per la colonna sonora e Virginia Vianello per la scenografia.
Il Corriere della Sera riporta l’esposto della costumista:
“Il 29 agosto Dompè mi comunica che Servillo non avrebbe fatto più parte del cast ma mi chiede di far riservare una suite per Irons presso un lussuoso albergo romano. Il regista mi chiede anche di metterlo in contatto con l’attrice Valentina Cervi, mia amica, per un ruolo nel film”.
Ma il 4 settembre la Ercole viene contattata da un fornitore. L’uomo ha scoperto che i dati della Dompè production e quelli dell’Iva sono inesistenti. Anche Irons scompare dal cast. “Mi informo – continua nella denuncia – e vengo a scoprire che l’attore inglese non era stato contattato per alcun film”. A capire le reali intenzioni del millantatore sarà ora la Procura.
