Gioca con penna laser, 13enne rischia di diventare cieco

(foto d’archivio)

FIRENZE – Compra una penna laser in gita scolastica da una bancarella, e ora rischia di diventare cieco. E’ la storia di un ragazzino 13enne di Lucca che ora rischia di perdere completamente la vista dopo essersi puntato contro una pennetta laser.

“Bastano pochi secondi per provocare danni” dicono gli esperti, contattati da Repubblica.

“Al destro ha perso circa 4 decimi e, a causa del tipo di lesione, i medici dubitano di poter ottenere una correzione completa con le lenti — spiega il legale dell’Aducons Toscana, Arnaldo Belvedere, a cui i genitori si sono rivolti per lanciare un appello affinché non accada ad altri bambini”.

“La retina del bambino ha una maggiore capacità di recupero rispetto a quella dell’adulto, se all’ospedale finiscono più i ragazzi che gli adulti è solo per quel maggior tasso di incoscienza e inconsapevolezza del rischio che possono avere rispetto ai grandi, per curiosità, gusto del gioco e della sfida” spiega Aldo Caporossi, tra gli oculisti italiani più quotati a livello internazionale.

“Purtroppo — sottolineano all’Aducons Toscana — esistono prodotti contraffatti, venduti con leggerezza a minori che possono portare a gravi conseguenze come in questo caso”.

“È lo stesso danno — spiega il professor Caporossi — che subisce chi guarda una eclissi senza protezione. In definitiva è una forte infiammazione, come una scottatura provocata dai raggi ultravioletti alla pelle di chi si espone al sole in modo sconsiderato. Provoca una variazione fisica, un’alterazione che produce edema nei tessuti e la fuoriuscita di liquido dai vasi sanguigni. La prima conseguenza che il paziente avverte è la deformazione dell’immagine. È un effetto che in gran parte si riduce e recupera — aggiunge il professore — ma può rimanere un danno irreparabile. La cicatrice che resta sulla macula può comportare una perdita della funzione della retina. E non è affatto piacevole per nessuno, e soprattutto per un ragazzino, perdere tre-quattro decimi, rimanere solo con cinque-sei”.

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Gianluca Pace